Con un post sul blog ufficiale, Meta ha annunciato la chiusura del sistema di riconoscimento facciale di Facebook. L’ operazione fa parte di un piano aziendale esteso a tutte le app. Le persone non verranno più riconosciute all’interno di foto e video. Sparirà anche l’AAT (Automatic Alt Text), che mostra automaticamente i nomi degli utenti come testo alternativo sopra le foto.

Inoltre, Meta si impegna a cancellare dai propri database oltre un miliardo di foto salvate e associate al riconoscimento facciale di Facebook. La decisione è stata presa per limitare il tracciamento delle persone da parte di enti governativi e aziende. Con questo sistema infatti, essi sono in grado di sapere sempre dove siamo e cosa stiamo facendo.

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Chiusura del sistema di riconoscimento facciale: i motivi

L’azienda ha manifestato la volontà di limitare l’uso del riconoscimento facciale per via delle molte preoccupazioni inerenti la privacy e l’uso di questa tecnologia per il tracciamento delle persone. A chiunque infatti basta avere una tua foto per sapere esattamente dove sei e cosa fai in qualsiasi momento della giornata. Caricando su Facebook un qualsiasi video preso da una telecamera nascosta, ad esempio, chi vuole può conoscere i nomi di tutte le persone presenti nel video.

Se questo può rappresentare un vantaggio in termini di sicurezza (per il tracciamento di criminali, ad esempio), da un altro punto di vista può rappresentare un pericolo. Qualsiasi stalker può tracciare i movimenti della propria vittima senza problemi. Immagina una donna perseguitata da un folle, che non è libera di andare a una festa senza che il maniaco possa tracciarla. Magari per una foto pubblicata da un’altra persona, che la tagga inconsapevolmente, o che lascia che l’AAT faccia il suo lavoro (anche senza tag).

 

Mossa rivoluzionaria? No.

L’annuncio della cancellazione del sistema di riconoscimento facciale di Facebook da parte di Meta arriva dopo altri annunci fatti da Amazon, IBM e Microsoft, che nel corso dell’anno passato hanno manifestato la loro intenzione di porre un freno alla creazione di algoritmi di riconoscimento facciale, proprio per i motivi elencati sopra.

Quindi, l’annuncio di Meta, più che una mossa rivoluzionaria, è un semplice conformarsi al trend iniziato dalle altre Big Tech. E il tutto è legato anche alle varie chiamate pubbliche relative alla regolamentazione del sistema.

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