Birra Ex Machina – I migliori film con la birra

Il nostro Luca ci presenta i migliori film che mettono la birra al centro, per una maratona cinematografica... sobria
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Film con la bionda,la scura e la rossa ce ne sono parecchi […] ma qui,parliamo di Birre Ex Machina,McGuffin,protagoniste.

Tito Larriva al telefono, Cheech Marin al bancone, un locale malmesso e malcurato.

 Clienti, turisti e faccendieri nell’assolato Mexico. Poco soddisfatti.

Opinione comune a tutti riguarda il sapore caratterizzato da distinte note di urina della birra servita (più prosaica, in effetti, la descrizione).

È proprio tra una Cherveza Chango e le sue discutibili note che verranno scandite alcune importanti fasi della trama di “Desperado” con tanto di barzelletta omaggio a tema.

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Film con la bionda, la scura e la rossa ce ne sono parecchi…

Offrono sequenze di spillatura lussuriose, dinamiche particolarmente memorabili (Django Unchained, per dirne una cara, seguendo e seguito da altre opere), che tendono a sottolineare una caratterialità o uno stato d’animo abbastanza definito senza aggiungere altro in una scena statica. L’alcol al cinema lo fa. Ditemi così, su due piedi, che atmosfere accompagnano tre personaggi al bancone con rispettivamente un cocktail, un whiskey e un boccale di birra.

Fanno partire scene, fanno da contorno, sono armi e passatempi. Certo, ne abbiamo viste estratte da frigobar nella barca in giardino, prese calde dalla tazza del cesso lasciato in una discarica, bucate nel centro della lattina e spremute… Ma qui parliamo di Birre Ex Machina, McGuffin, protagoniste.

Stiamo per narrare di Banditi con un carico prezioso; stiamo per cantare di eroi richiamati all’epica impresa; stiamo per ciarlare di rivalse e retaggi familiari, magari tenendo qualcosa in fresco per accompagnarci.

Abbiamo tante frecce al nostro arco e, a quanto segue, l’onore di scoccare la prima.

IL BANDITO E LA MADAMA (Anche distribuito come “TI BANDITO e la MADAMA”)

-Smokey and the bandit-

SMOKEY AND THE BANDIT, Jackie Gleason, Burt Reynolds, Sally Field, 1977

Basterebbe una scarna descrizione per capire come questo titolo debba entrare a pieno diritto nella mischia: una scommessa, un carico di birra che va portato dal Texas alla Georgia in 28 ore, inseguimenti, sceriffi, Burt Reynolds, Fred il cane, fine.

Il film si muove su ruote; perfettamente aderente a quel genere, ormai un po’ sbiadito, forse, ma ancora distinto: quel genere figlio di Duke of Hazzard, Professione pericolo e via scorrendo… Quel genere nato dagli archetipi più disimpegnati, leggeri e popolari legati al sud degli Stati Uniti e ritmati da musica country (o parenti, generi e sottogeneri del caso).

La narrazione non ha particolari picchi e il film gioca a guardia e ladri puntando tutto su personaggi adeguati e controparti buffe: belle del ballo e simpatiche canaglie, scambi di battute e situazioni che si avvicendano fino all’ovvio e doveroso, scavezzacollo lieto fine.

Non un film banale, quanto rassicurante e senza impegno che chiede, forse, una certa capacità di apprezzamento per il vecchiotto (siamo abituati abbastanza bene dalla programmazione mattutina delle reti principali e va bene così), ma che scorre senza problemi sulla polverosa scia di una Pontiac Firebird del ’77.

In alternativa alla visione si può proseguire sulle note di East Bound and Down: i punti salienti del film sono tutti lì, a portata d’orecchio.

Birra consigliata: Coors (anche su HOPT)

Titolo: Il bandito e la madama
Originale: Smokey and the Bandit

Anno: 1977
Regia
Hal Needham
Cast
Burt Reynolds, Sally Field, Jerry Reed, Jackie Gleason
Trama
Il bandito viene assunto per trasportare un carico di birra oltre il confine, inseguito da un fastidioso sceriffo.
Guardalo su
DVD, Blu-Ray

FESTA DELLA BIRRA

-BeerFest-

beerfest-banner

Il film del ciufolo, senza mezzi termini: di quelli un po’ Buddy Movie,un po’  ”sportivi” (lì dove son d’obbligo le virgolette), un po’ demenziale che si prende sul serio; un po’ commedia che gioca facile tra stereotipi crucchi e bambolone teutoniche; mettici anche una squadra multietnico-culturale contro il mondo intero.

Al centro della vicenda una competizione segreta, quella del titolo (immagino abbia senso: il posto più buio è alla base della candela… o forse, più semplicemente, la cosa non meritava ulteriori attenzioni) e due fratelli Tedesco-Americani, i Wolfhause, determinati a lavare un’onta subita dai parenti europei Wolfhausen, ovvero l’accusa rivolta al loro nonno,ormai defunto, di aver rubato la ricetta della prestigiosa birra di famiglia legittimandola a proprio nome.

Il resto è stereotipìe di basso rango, bevute, gare di bevute, giochi di bevute e trivialità un tanto al chilo in un’operaccia che offre mille spunti e parecchie marchette per una serata tutto sommato riuscita, magari con la pellicola in sottofondo.

Abbassate le aspettative, spegnete il cervello e godrete di un film sicuramente disimpegnato che, non vi farà fare un figurone ai circoli d’essai, ma vi farà passare il giusto tempo con amici poco pretenziosi tra una stappata e l’altra.

Birra consigliata: Von WolfHausen, Schnitzengiggle Beer

Birra analcolica consigliata: O’Doul’s

Titolo: Festa della birra
Originale: Beerfest

Anno: 2006
Regia
Jay Chandrasekhar
Cast
Jay Chandrasekhar, Kevin Hefferman, Steve Lemme
Trama
Due fratelli viaggiano in Germania per partecipare all’Oktoberfest, solo per scoprire una vecchia faida secolare segreta, nota come il “Fight Club” della birra.
Guardalo su
Netflix (UK), DVD, Blu-Ray

LA FINE DEL MONDO

-The World’s End-

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Degno finale del viaggio e chiusura con il botto.

Parte della trilogia antologica detta “Del cornetto” (gelato simbolo ricorrente nei vari film, con gusti e confezione che ne richiamano le atmosfere) si avvia con una premessa ben mirata: quella sera, quella sera in particolare, nel vivo dell’adolescenza, dove ognuno di voi si è sentito eroe, predestinato a un grande fato, potente e imbattibile…

Una sera fatta di bicchieri di troppo, pericoli sfiorati, batoste e rinunce, bravate impunite dolcemente adagiate su una spiaggia bagnata dal timido sole del giorno dopo, pregustando le imprese che verranno.

Quella serata, per i nostri protagonisti, iniziava da un piano, una visione, una mappa riportante il tragitto del leggendario “Miglio Dorato”: una serie di pub (un altro degli elementi caratteristici nella già citata trilogia), con rispettive pinte da bere necessarie per poter giungere, così, alla fine dell’epopea nel bel mezzo della “Fine del Mondo”, l’ultima tappa…la consacrazione finale.

La quest per il miglio dorato, tra risse, fughe e ritirate strategiche (12 pub per 12 pinte, almeno. intelligenti pauca) non vede la sua completa realizzazione ma rimane una serata carica, epica, una memoria indelebile.

È proprio sulla scia dei ricordi che incontriamo Gary King, il “Re”, il trascinatore carismatico di quel 1990 a Newton Haven, ormai lontano nel tempo e nello spazio, che proverà a ripercorrere le grandi gesta richiamando alle armi la vecchia squadra di eroi ormai impegnati in una nuova vita e una nuova carriera, un mondo solido e adulto lontano dal paesino dove, loro malgrado, dovranno tornare.

La storia, letteralmente, è portata avanti dalla birra fino alla piega inaspettata e oltre un cambio di rotta in una serie movimentata di eventi che, anticipando senza rivelare oltre, andrà avanti dal tramonto all’alba (penso di poterlo dire).

Titolo: La fine del mondo
Originale: The World’s End

Anno: 2013
Regia
Edgar Wright
Cast
Simon Pegg, Nick Frost, Martin Freeman
Trama
Cinque amici si ritrovano per completare la loro impresa epica iniziata vent’anni prima, diventando inconsapevolmente l’unica speranza di sopravvivenza della razza umana.
Guardalo su
Netflix, DVD

Bonus track:

LO STRANO INTRUGLIO (anche distribuito come: “LA STRANA VOGLIA” o “LE AVVENTURE DI BOB E DOUG MCKENZIE:STRANGE BREW”)

-Strange Brew-

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Un film così anni ’80 da avere l’anniottantometro per eccellenza al suo battesimo cinematografico: Rick Moranis, assieme a Dave Thomas uniti in un popolare duo comico Canadese.

La trama scimmiotta l’Amleto (casomai ve lo steste chiedendo, non ce n’è alcun motivo) e vede due fratelli poco scaltri in contrasto con il piano malvagio di Max Von Sidow (che ci fa qui il Commandeur?): la conquista e l’assoggettamento del mondo tramite un siero di controllo mentale nascosto nella birra (eh, sì).

È il film di Moranis che non avete visto, scritto e diretto da un duo che non conoscete (ipotizzo, eh… non me ne vogliano gli esperti) incastrato in un format abbastanza desueto quanto frequente nelle produzioni costruite sui personaggi da show televisivo.

Forse non vi farà sbellicare, ma qualche scena volutamente sopra le righe colpirà il bersaglio, soprattutto in fase finale.

Non dirò se vale la pena guardarlo o meno ma se vi interessa la genesi di un’indiscussa icona e vi servono numeri per una maratona a tema, questo film merita una menzione d’onore.

Cheers!

Birra consigliata: Elsinore

Titolo: Lo strano intruglio
Originale: Strange Brew

Anno: 1983
Regia
Rick Moranis, Dave Thomas
Cast
Rick Moranis, Dave Thomas, Max von Sydow
Trama
I matti più famosi del Canada, Bob e Doug McKenzie, vengono assunti alla Elsinore Brewery, ma scoprono che c’è del marcio in…
Guardalo su
DVD, Blu-Ray

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