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L’ansia da Social è ormai una triste realtà ma, seguendo i giusti consigli, la si può prevenire. Questa nuova forma di disturbo colpisce di solito le persone più sensibili. L’ossessione delle spunte blu, il contare continuamente le reaction ai post, gli scatti di rabbia per un commento inopportuno, sono tutti sintomi che dovrebbero metterci in allarme. Ma come fare a evitare tutto questo? Dove sta il punto di confine tra una vita bilanciata tra il reale e il virtuale e l’esagerazione? Scopriamolo.

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I Social: da semplici piattaforme a parte integrante delle nostre vite

Da quando sono entrati nelle nostre vite, i Social Network hanno sconvolto il nostro modo di vivere. Nel corso degli anni abbiamo cambiato le nostre abitudini e, senza accorgercene, abbiamo interiorizzato la cosa al punto da non riuscire più a distinguere la vita online da quella offline. Un grosso contributo è stato dato sicuramente anche dall’introduzione degli smartphone e delle relative app.

Un tempo, per connetterci con i nostri amici virtuali, dovevamo attendere di tornare a casa, perché era quello l’unico modo di stare su internet. Le nostre giornate quindi erano diverse. Fuori casa ci limitavamo a guardarci intorno, magari ascoltando musica dalle cuffiette e, se proprio volevamo leggere qualcosa, ci portavamo appresso una rivista, un giornale o un libro.

E quando leggi una notizia su un giornale o su una rivista, per quanto tu voglia esprimere il tuo giudizio, non puoi commentare. E se non puoi commentare, non sei neanche costretto a vedere i commenti degli altri, che magari rispondono al tuo commento in maniera inappropriata, rovinandoti la mattinata. Se sei offline puoi goderti le belle notizie e arrabbiarti per quelle brutte, ma senza il contributo di una comunità di persone, a volte tossica, che si intromette tra te e il tuo umore. 

Come riconoscere l’ansia da Social

Ma quali sono i sintomi di questo nuovo tipo di ansia? Come  possiamo accorgerci che stiamo diventando dipendenti dal nostro telefono? I segnali ci sono, e sono molto chiari.

Ci alziamo la mattina e, mentre magari prepariamo il cappuccino, prendiamo il telefono per controllare le notifiche. Usciamo per andare a lavoro e mentre siamo sui mezzi, scrolliamo la dashboard in cerca di notizie da commentare. Riceviamo una notifica relativa ad un post, e corriamo a vedere cosa ci abbiano scritto. E se il commento non ci piace, rispondiamo a tono e magari poi teniamo il muso per ore. Capita anche poi, di andare in paranoia se non riceviamo nessuna reazione ai nostri post. Come se nessuno ci considerasse. E ci sentiamo invisibili e esclusi.

Ovviamente queste abitudini non riguardano tutti. Magari tu che stai leggendo non ne hai neanche una, o magari ti sei riconosciuto solo in una o due cose. Ma il problema esiste e se ne sono accorte anche le compagnie Big Tech dietro le varie piattaforme. Persino Sean Parker, fondatore di Napster e primo presidente di Facebook, ha accusato il suo ex-socio Mark Zuckerberg di star sfruttando eccessivamente la fragilità emotiva dei propri utenti.

Ormai abbiamo tutti bisogno di quella piccola scarica di dopamina provocata dal “like” o dai commenti su una foto che postiamo; è un “feedback loop” di validazione sociale»

Sean Parker

Ad aggiungere benzina sul fuoco ci ha pensato, sempre qualche anno fa, anche Chamath Palihapitiya, ex vicepresidente di Facebook. Palihapitiya ha persino affermato di sentirsi “terribilmente in colpa” per aver contribuito a fare crescere il colosso delle reti sociali digitali, sostenendo di aver creato uno strumento in grado di fare a pezzi il tessuto sociale. Recenti statistiche hanno addirittura evidenziato una crescita nella correlazione tra casi di suicidio e ansia da Social

Ansia da Social: come prevenirla

La dipendenza dallo smartphone, unita a una forte sensibilità e a un carattere fragile, generano ansia da Social Network. Alcune società di Big Tech, come Meta, Twitter e TikTok, stanno cominciando ad affrontare il problema con strumenti dedicati. Offrono assistenza in caso di violenza online, limitano i contenuti vietati ai minori, o chiedono agli utenti di impostare un limite giornaliero (in minuti) di connessione.

Ma tutto ciò è controllato da algoritmi. E un algoritmo non avrà mai la sensibilità di una persona che possa seguirti in un percorso di recupero. Perciò, sarai tu a dover unire questi strumenti ad un cambio radicale di abitudini. Per questo ho pensato ad alcuni consigli da darti per prevenire l’ansia da Social. Andiamo per gradi:

Limita il tuo tempo di connessione giornaliera ai Social.

In questo, Meta ti può già aiutare. Su Instagram infatti, è presente un’opzione per impostare il limite massimo di connessione al social. Il valore minimo settabile è di 30 minuti, terminati i quali riceverai una notifica che ti avviserà di aver raggiunto (o superato) il limite che hai precedentemente impostato. Ovviamente nessuno ti chiuderà l’app (o il browser) e sarai liberissimo di continuare a navigare. Ma poi non dire che non ti avevano avvisato.

Parla solo di argomenti che non ti triggerano. 

Se sai di essere sensibile a un determinato argomento, su cui hai le tue idee e le hai ben chiare, e su cui non hai intenzione di dare troppe spiegazioni, ma nel contempo sai che è un argomento delicato e soggetto a opinioni contrastanti, evita il discorso.

Non è il caso di farti rovinare la giornata da un commento inaspettato o inopportuno da parte di uno sconosciuto. Ricorda che, per quanto la comunità (reale o virtuale) sia una parte essenziale delle nostre vite, quello che conta di più nella tua vita sei tu e soltanto tu.

Fai attenzioni ai sensazionalismi e ai clickbait. 

Tra la pandemia, i Talebani in Afghanistan, la guerra Israele-Palestina e ora pure la guerra in Ucraina, non stiamo vivendo certo un bel periodo. E purtroppo molti siti specializzati in Fake News sensazionalistiche sfruttano tutto questo per prendere like facili.

Di solito li riconosci al primo click: titoli bomba, introduzioni all’articolo scritte in maiuscolo, con frasi del tipo: “questo nessuno ve lo dirà mai”, oppure “leggete prima che lo censurino” (poi magari l’articolo sta lì da 3 anni). Articolo visibilmente scritto in fretta e furia, che non cita fonti e menziona parti di discorso virgolettate da parte di persone inesistenti (basta cercare i nomi su internet).

Chi ci casca spesso condivide compulsivamente e non si cura della sensibilità degli altri. Vedi il caso di QAnon del 6 Gennaio 2021. Cerca sempre di evitare questo tipo di contenuti. Se qualcuno dei tuoi contatti li condivide, non seguirlo più. Non dico di toglierlo dagli amici, ma Facebook ti dà la possibilità di interrompere gli aggiornamenti su un profilo, pur mantenendolo nella tua lista contatti. Fidati, è una mano santa.

Comprendi quando è il caso di tacere

A volte il problema potresti essere tu. Se un argomento ti sta tanto a cuore, potresti voler condividere a tutti i costi il tuo pensiero. Finché lo fai sul tuo profilo personale è ok. Ma evita di commentare i post degli altri, se capisci che la loro posizione è irremovibile e loro non sono così aperti al dialogo. Ovviamente il discorso non è da farsi nel caso opposto: cioè se per quanto irremovibili, siano aperti al dialogo e rispettino il tuo punto di vista (come tu rispetti il loro). Ma sono casi più unici che rari, quindi valuta tu.

Per quanto riguarda i tuoi post invece, sappi che Facebook ha creato da poco uno strumento indispensabile, se soffri di ansia da Social. Ovvero la possibilità di chiudere un post ai commenti degli altri utenti. Se vuoi esprimere un tuo pensiero ma hai paura dei flame, perché magari sai bene che tra i tuoi contatti c’è sia chi la pensa come te, che chi pensa l’esatto contrario, allora scrivilo e imposta il limite di chi può commentare a “nessuno”.

Gli amici reali sono più importanti.

Se sei uscito con gli amici e stai al tavolo di un bar, evita di controllare continuamente in telefono in cerca di notifiche. Cerca di rispondere solo se ti stanno chiamando. Se ricevi un messaggio privato che non sia inerente a un’emergenza, rispondi che sei fuori con amici e che chatterai dopo.

Nessuno si offenderà se ritardi la chattata di qualche ora, mentre chi hai davanti magari ci potrebbe rimaner male se mentre ti parla deve vedere uno che sta tutto il tempo a guardare il telefono.

Le persone hanno i loro tempi.

Uno degli aspetti dell’ansia da Social sta anche nelle famose “spunte blu”. Da quando WhatsApp ha introdotto questa famigerata opzione (e piano piano tutti gli altri social di messaggistica l’hanno seguita), sembra che tutti siano dovuti a controllare sempre i messaggi e a rispondere subito. Io stesso a volte leggo i messaggi, ma non rispondo subito, perché magari sto facendo altro. E sapere che qualcuno può stare in ansia per questo mette in agitazione anche me.

Infatti molte persone, proprio per prevenire questo, hanno disattivato il loro stato online. Bisogna entrare nell’ottica che se un amico non risponde ad un messaggio nonostante le spunte blu, vuol dire che lo avrebbe fatto anche prima che queste fossero state inventate. Nessuno è tenuto a rispondere prontamente a un messaggio, a meno che non sia un’emergenza grave. Tienilo a mente sia che tu sia il mittente, che il destinatario del messaggio.

Esistono anche altri siti su internet.

Spesso lo smartphone è un utilissimo strumento di compagnia quando dobbiamo fare dei viaggi. Soprattutto sui mezzi pubblici. Se vuoi tenerti aggiornato sulle ultime notizie, sappi che non esistono solo Facebook o Twitter.

Trovati un’app di newsfeed come Google News, Flipboard o MSN e leggi le notizie da lì. Oppure salvati tra i preferiti il sito del tuo quotidiano di fiducia e sfoglia quello. Così non avrai la tentazione di commentare e non vedrai neanche i commenti degli altri. E starai molto meglio. Ti sarai aggiornato e non sarai arrabbiato. Bella sensazione, no?

Tieni sempre presente che è solo un sito internet.

Infine, l’ultimo consiglio che mi sento di darti, sebbene sia scontato è questo: tieni bene a mente che quello che un Social Network, per quanto fatto bene e capace di influenzare il tuo umore, è solo un sito internet.

Se hai problemi con un Social in particolare, disinstalla l’app dal tuo telefono. Consultalo solo quando sei a casa, così non influenzerà la tua giornata quando sarai fuori. Non dare peso a quello che ti viene detto su un Social da uno sconosciuto.

Il più delle volte quella persona tornerà a vivere la sua vita tranquillamente, anche se ti avrà rovinato la giornata. Vale la pena farsi rovinare la giornata così? 

Allora, hai capito come evitare di farti prendere dall’ansia da Social? Commenta qui sotto e condividi questo articolo con i tuoi amici! Non dimenticarti di iscriverti alla newsletter di Stolas Informatica e di seguirci su FacebookInstagram e Telegram per rimanere sempre aggiornato!

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